I Templari e il mistero del Graal
Luoghi magci di Bologna

Morena Poltronieri - Ernesto Fazioli
Euro 16,00
Formato cm. 14,5x20,5 - Pag. 136 Illustrato in B/N - RISTAMPA - Febbraio 2018
ISBN 978-88-99841-29-4


Il Graal a Bologna?

Partiamo per questo percorso fantastico al fine di recuperare, passo dopo passo, le tracce di questa antica storia sul Graal. Come in un mosaico, tessera dopo tessera costruiremo il nostro viaggio, alla ricerca della ‘Parola Perduta’, forse l’autentico Sacro Graal: la luce della sapienza.
Non ci interessa trovare un calice o un oggetto materiale. Sarebbe idolatria.
Non cercheremo fuori, ma dentro di noi.

Dante templare

Secondo alcuni studi, Dante fece parte di un terz'ordine di filiazione templare. Ciò sarebbe confermato dal ritrovamento di una medaglia che portava incisa la scritta F.S.K.I.P.F.T. con la raffigurazione dello stesso Dante e del pittore Pietro da Pisa (XIV secolo). Le iniziali F.S.K., starebbero per FIDEI SANCTE KADOSH, termini usati fino ai nostri giorni per indicare gli alti gradi della Massoneria. Le iniziali I.P. starebbero per IMPERIALIS PRINCIPATUS, per indicare un dominio superiore, ricordando che il Santo Impero ebbe un preciso significato e anche oggi appare presente nella Massoneria scozzese. F.T. significherebbe invece FRATER TEMPLARIUS, ovvero fratello templare.

Sigillo templare

Poco dopo la chiesa di Santa Maria dei Servi, in Strada Maggiore, vi era la precettoria di Santa Maria del Tempio, appartenente all'Ordine dei Templari, uno dei movimenti iniziatici più importanti esistente dall'inizio del 1100 fino al 1311. Si presuppone che la Corporazione dei Maestri Muratori fosse una falange dell'Ordine del Tempio, la cui sede era in Strada Maggiore.

Complesso Stefaniano

Nel V secolo, Petronio stesso decise di utilizzare le colonne dell'antico tempio isiaco per costruire il proprio luogo di culto (420-450 d.C. circa). L'intero insediamento, che comprendeva la Rotonda Stefaniana (Petroniana), la chiesa dei Santi Vitale e Agricola, il declivio denominato Valle di Josaphat e la collinetta del Monte Oliveto, l'attuale San Giovanni in Monte, venne denominato successivamente, Santa Gerusalemme, rappresentando in Occidente il corrispondente di ciò che Gerusalemme significava in Oriente.


Un imperdibile racconto lungo nove secoli di magica storia comuneale di Bologna!