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L'Alchimia spesso è stata valutata solo come un mero lavoro di trasmutazione di piombo in oro, attraverso varie fasi. La sua storia non fu solo questa. Di frequente l'Alchimia fu un'allegoria della vita e del cammino evolutivo dell'essere umano, che da uomo-piombo, grezzo e ignorante, doveva emanciparrsi fino a divenire l'uomo-oro, divino e istruito. In questa metafora, l'oro diventava il simbolo della perfezione del regno minerale, inteso come stato di gloria e di splendore, perduto sulla terra a causa della caduta di Adamo ed Eva.
Così l'Alchimia diede voce al simbolo e su molte cattedrali, si innalzarono sculture il cui soggetto aveva precisi riferimenti alchemici. Queste opere rappresentarono un vero e proprio libro con figure artistiche che permettevano un'elaborazione individuale spinta alla crescita e allo sviluppo dell'identità spirituale dell'uomo.
L'Alchimia, poi, si è spesso unita all'osservazione degli astri, che ritmavano i tempi dell'operatore, dettando il regime attraverso cui raggiungere la propria meta.
Per questo motivo, laddove si trovano simboli alchemici, non è difficile scoprire riferimenti astrologici, che dialogano tra loro in un linguaggio muto.
Tra le pieghe di Bologna, nel suo cuore più vibrante, ogni pietra racconta questa storia, e ogni cifra si lega al percorso della sacra geometria, da sempre alla base di ogni costruzione magica.
Le tappe da compiere per l'iniziazione dell'alchimista sono nove, come ricorda la scultura raffigurante la signora dell'Alchimia al centro della facciata della cattedrale parigina di Nôtre Dame e nove sono i gradini che si devono salire per accedere al sagrato della chiesa di San Petronio. Qui lo sguardo può spaziare sulla magnifica facciata incompleta della chiesa, i cui portali spiccano per il loro decoro. Questi hanno la forma di un grande rettangolo (composto da due quadrati sovrapposti) e sono sormontati da un semicerchio. In ciò ritroviamo l'immagine simbolica del dominio spirituale (simboleggiato dal semicerchio) sul mondo fisico (il rettangolo).
La facciata presenta altre curiosità da analizzare. Un esempio sono le immagini degli otto santi contenuti nei quadrilobi, alla base della decorazione marmorea. La forma di questi medaglioni affonda la radice architettonica nell'Islam e nel patrimonio geometrico a cui attingeva tutto il mondo mediterraneo.
Probabilmente il significato dei medaglioni di San Petronio richiama la figura del quadrifoglio, ma va compreso in una più ampia collocazione all'interno dell'arabesco orientale.
Esso nasce come il disegno di un grande intreccio vivente di corde, elementi vegetali o serpenti, i quali sono rappresentativi dell'aspetto mostruoso della terra, in eterno conflitto col mondo superiore. L'aspetto più originale dell'opera è rappresentato dal dominio dei santi, contenuti nei quadrilobi, sulle forze del male. Inoltre, i quadrilobi sono otto, numero mistico della rinascita e della trasformazione, che rappresenta nell'ottagono la figura geometrica intermedia tra il quadrato ed il cerchio, ovvero simbolicamente il cielo e la terra.
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